Mal di schiena e yoga: cosa si può fare e cosa non si può fare
25 Gennaio 2026
Scopri di piùQuando si parla di yoga, una delle domande che torna più spesso è questa: *fa dimagrire?* È inutile girarci attorno: viviamo in una cultura che collega quasi ogni attività fisica alla perdita di peso. E lo yoga, inevitabilmente, finisce dentro questo discorso.
Nell’articolo che leggerai ora proviamo a guardare la questione da una prospettiva più umana: lo faremo non tanto per dire se lo yoga funziona o meno per dimagrire, ma per capire perché questa associazione esiste, cosa succede davvero nel corpo quando pratichi e come evitare aspettative che rischiano di allontanarti dall’esperienza reale.
Perché yoga e dimagrire sono spesso associati
Yoga e dimagrimento sono di frequente messi insieme per diversi motivi. Da una parte c’è l’immaginario visivo: corpi molto allenati, posture complesse, promesse di trasformazione. Dall’altra c’è il bisogno reale di molte persone di sentirsi meglio nel proprio corpo.
Questa associazione però nasce spesso da una semplificazione: lo yoga non nasce come pratica orientata alla perdita di peso, ma come esperienza che coinvolge respiro, attenzione e relazione con il corpo. Quando è raccontato solo come strumento per cambiare aspetto fisico, rischia di perdere una parte importante della sua complessità e, per chi scrive, anche della sua profondità.
Questo ovviamente non significa che il corpo non cambi. Intendiamo piuttosto che il cambiamento non segue sempre la direzione che immaginiamo all’inizio.
Ma quindi lo yoga brucia calore?
Certo, lo yoga brucia calorie. Come ogni attività che coinvolge movimento, attivazione muscolare e respiro, anche una pratica yoga comporta un dispendio energetico. L’intensità però varia molto: una sequenza dinamica può essere più attiva, mentre pratiche lente o meditative lavorano su altri piani.
Se guardiamo solo alle calorie, rischiamo di raccontare solo una parte della storia. Molte persone iniziano yoga aspettandosi un allenamento simile al fitness tradizionale e rimangono spiazzate quando scoprono che la pratica include pause, ascolto e momenti di non-movimento.
Il punto non è negare l’aspetto fisico, ma ricordare che nello yoga il movimento non è separato dall’esperienza complessiva. Il cambiamento non passa solo dall’intensità, ma anche dalla continuità e dal modo in cui ti relazioni a quello che fai.
Come lo yoga può cambiare il rapporto con corpo e cibo
Per alcune persone la pratica yoga non modifica tanto il peso corporeo quanto la relazione con il corpo stesso. Portare attenzione al respiro, alle sensazioni e ai limiti personali può trasformare il modo in cui ti muovi e anche il modo in cui ti ascolti fuori dal tappetino.
A volte questo si riflette nelle abitudini quotidiane: riconoscere quando hai fame, quando provi stanchezza, quando cerchi solo una pausa. Non succede sempre e non è un obiettivo obbligatorio, ma è una direzione che molte persone raccontano.
Qui forse vale la pena fare una piccola distinzione: parlare di ascolto non significa suggerire cambiamenti alimentari o percorsi specifici. Lo yoga non sostituisce una guida nutrizionale né un supporto professionale. Può però creare uno spazio in cui il corpo smette di essere solo qualcosa da correggere e diventa qualcosa da conoscere.
Quando dimagrire può creare pressioni nella pratica
Entrare in una lezione di yoga con l’idea di dover dimagrire può rendere la pratica più rigida. Il rischio è iniziare a misurare ogni movimento in termini di risultato: quante calorie, quanto sforzo, quanto cambiamento visibile.
Quando succede, lo yoga può trasformarsi in un compito da eseguire invece che in uno spazio di esplorazione. E questo può generare frustrazione, soprattutto se i risultati non arrivano nei tempi che immagini.
Non significa che desiderare cambiamenti nel corpo sia sbagliato. È umano. Ma può essere utile chiedersi se quell’obiettivo lascia spazio anche all’ascolto e alla complessità dell’esperienza. A volte alleggerire l’aspettativa permette di restare più a lungo nella pratica, e di scoprire effetti che non avevi previsto.
Yoga e dimagrire: una domanda che può trasformarsi nel tempo
Molte persone iniziano yoga con un obiettivo preciso e poi scoprono che la domanda iniziale si sposta. Quello che all’inizio è legato al peso può trasformarsi nel desiderio di sentirsi meglio nel corpo o di trovare un ritmo più sostenibile.
Non succede per tuttə e non deve succedere per forza. Ma con la pratica può emergere uno sguardo diverso: meno centrato sul risultato visibile e più su come stai mentre ti muovi, respiri e attraversi il cambiamento.
Domande frequenti
Se voglio dimagrire è meglio scegliere uno stile di yoga specifico?
Non esiste uno stile giusto in modo universale. Le pratiche più attive possono aumentare il dispendio energetico, ma anche quelle lente lavorano su respiro, ritmo e relazione con il corpo. La scelta migliore resta quella sostenibile nel tempo.
È sbagliato iniziare yoga con l’obiettivo di perdere peso?
No. Molte persone si affacciano al tappetino con questo desiderio. Può essere un punto di partenza, purché non diventi l’unico modo per valutare l’esperienza o il proprio valore.
Se il corpo non cambia come speravo, significa che lo yoga non funziona?
Assolutamente no. Il cambiamento non è sempre visibile o lineare. A volte emergono altri segnali: più energia, meno rigidità, un rapporto diverso con il movimento. Anche questo fa parte del percorso.