Tadasana: la forza dell’equilibrio

04 Dic 2021

Tadasana: la forza dell’equilibrio

Sul tappetino Yoga portiamo la nostra storia ma non solo. Salire sul tappetino è come immergersi nelle acque di un fiume che scorre da sempre. Ci immergiamo in acque che provengono da lontano e conoscere la loro origine le rende più calde, più familiari.
Quando eseguiamo una posizione non ci siamo solo noi, ci sono i miti che a quella posizione danno un significato, un significato che va oltre l’allineamento e i miti ci aiutano a comprenderne le qualità, così da incarnarle al meglio.

Oggi vogliamo parlarti di Tadasana, la posizione della montagna, perché la pratica, spesso, comincia proprio così, a piedi uniti in cima al tappetino.

La leggenda narra che quando Sati morì, suo marito Shiva, impazzito di rabbia e di dolore, prese il suo corpo tra le braccia e si mise a correre per tutto il mondo urlando di disperazione.

Vishnu, stanco di sentire il suo strazio, prese la decisione, alquanto discutibile, di tagliare il corpo di Sati in piccoli pezzi e lanciarli in varie parti del mondo:

«Ora che non ha più un corpo da piangere» pensò Vishnu «si darà ben una calmata».
Ed effettivamente Shiva si calmò.

Di più: si ritirò in una grotta dell’Himalaya, si sedette in meditazione e non si alzò per tanti, tanti anni.

Fino al giorno in cui avvenne una magia, di quelle che costellano la mitologia indiana: Sati rinacque con il nome di Parvati, figlia della Ninfa Menaka, dalla quale prese bellezza e grazia, e del monte Himvar, conosciuto anche come Himalaya, dal quale prese invece forza e determinazione, e infatti Parvati è uno dei nomi sanscriti per montagna.
Determinata a riconquistare Shiva, Parvati indossò gli abiti poveri della Yogini e si dedicò alla meditazione e alla pratica di Asana con una tale disciplina che la sua energia giunse fino a Shiva, risvegliandolo dal suo Samadhi.
Shiva, colpito da tale forza di volontà, decise di metterla alla prova e, travestito da mendicante, si presentò a Parvati: provò a distrarla prima lusingandola, ma Parvati rimase immobile, poi insultandola, ma Parvati – sempre immobile come una montagna – non lo degnò nemmeno di uno sguardo, fino a quando Shiva non si mise a inveire contro Shiva stesso! Solo allora Parvati perse il controllo e si mise a difendere il dio con una tale forza e passione, che Shiva non poté che innamorarsi (di nuovo) e rivelarle la sua identità.

Si narra che il loro abbraccio fu così stretto da dare origine a un solo corpo, metà uomo e metà donna, una forma androgina, l’Ardhanarishvara, che conserva in sé, in perfetto equilibrio, tutti gli opposti.
Anche per questo, nell’Ashtanga Yoga Tadasana viene chiamata Samasthiti, che letteralmente significa stare (sthiti) in modo equo, equilibrato (sama).

Quando esegui Tadasana, ricordati di Parvati, della sua forza inamovibile, ma anche della sua capacità di lasciare andare una convinzione per un valore più alto.

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